Carlo Macchitella scrive sul Best Movie di Agosto:
“[...] il Divo di Paolo Sorrentino, fantastico affresco del potere in Italia dove tutti collaborano al “declino” di questo paese. Un’immagine fra molte: il PM di Palermo che sostiene l’accusa ad Andreotti ogniqualvolta deve presentarsi alla stampa, si mette una quantità industriale di lacca per non avere nemmeno un capello fuori posto. Crudele, limpidissimo affresco di una magistratura che per amore di protagonismo sembra avere dimenticato la tripartizione dei poteri e l’insegnamento di Tocqueville”
Il Direttore di Rai Cinema - forse proprio perché è stato investito di questa incombenza - osa strumentalizzare una scena del genere traendo conclusioni volutamente forzate, ad uso e consumo della solita teoria dei magistrati rossi, magistrati primedonne in un film che non dipinge certo la magistratura come la descrive lui. Anzi, nelle primissime scene del film, vengono presentati vari omicidi compiuti dalla Mafia, tra cui quello di Falcone e Borsellino. Non scordiamolo. Ne il Divo la scena dell’omicidio di Salvo Lima è montata in modo che Andreotti sembri aizzare l’assassino contro Lima, mentre invece sta osservando una corsa di cavalli. Non scordiamolo. Nei primi minuti del film Andreotti è a passeggio per le strade di Roma con la scorta e sulla facciata di un palazzo si legge (parafrasando): craxi e andreotti sono i responsabili di tutto il sangue versato. Vox populi. Non scordiamolo. Al processo Totò Riina alla domanda di una giornalista sul suo presunto rapporto con Andreotti, risponde: ‘Oggi è una bella giornata’. Non scordiamolo. Lo stesso PM di Palermo quando ascolta le testimonianze dei vari pregiudicati (tra cui Buscetta) ha una faccia basita per quello che sta ascoltando. Non scordiamolo. Il film comincia con lo stesso Andreotti chino sulla scrivania col volto pieno di aghi per darsi sollievo dall’emicrania. Non scordiamolo.
Tra tutte le scene che Macchietta poteva estrarre dal film - tra l’altro dedicato ad Andreotti, condannato per mafia, reato commesso ma prescritto fino al 1982 e non ad un Pinco Pallino qualsiasi - ha scelto proprio quella che tutto poteva sembrare meno ciò che il suo occhio ha ricavato. In medicina si dice che se senti degli zoccoli devi pensare subito ad un cavallo e non ad una zebra. Non poteva essere che il PM di Palermo fosse un vanesio? O molto più semplicemente la lacca non è uno dei beni di consumo più diffusi negli anni ‘80? L’unico cosmetico che l’uomo potesse utilizzare all’epoca? E che quindi quel PM era uno qualunque, un uomo comune in mezzo a tanta feccia? E che ci azzecca la lacca con la tripartizione dei poteri? Qual è il nesso? E perché si tira in ballo l’amore di protagonismo quando si parla di uno dei maxi processi di interesse nazionale? Che ha interessato il premier! Non uno qualunque, il Capo dei Ministri!
Dimentico che parlo di quella classe giornalistica che ha inventato una parola quale giustizialismo per dire tutt’altro. Sarà una questione professionale. Intanto, per rinfrescare la memoria ai lettori ecco una definizione di STRUMENTALIZZARE:
fig., considerare qcs. o qcn. come uno strumento servendosene per i propri scopi: s. la cultura, un’amicizia
E questa uscita del sig. Macchitella rientra perfettamente in questa definizione.






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