Dopo tre anni finalmente è nelle sale questo filmone tanto atteso. Quando andai a vedere il primo capitolo rimasi molto impressionata dalla ricostruzione di Wayne-Batman fatta da Nolan e del suo interesse a voler realizzare un quadro introspettivo del personaggio. Per parafrasare le parole dello stesso Bale alla consegna degli MTV Movie Awards di qualche anno fa, Batman non è più quel super eroe dalla tutina attillata da dove spuntano fieri i capezzoli, Nolan ha ridato al personaggio - uno dei pochi che non appartengono al clan Marvel - quella dignità e quel rispetto che gli mancavano. Batman Begins era un film sulle origini della ‘leggenda’, un’ottima pellicola certamente più libera di questo secondo capitolo che vado a recensire.
Iniziamo con le note positive. Il ruolo di Rachel questa volta è interpretato da Maggie Gyllenhaal anziché da quella smorfiosetta di Katie Holmes (mai stata in parte). Scelta azzeccata visto che il ruolo di comprimario non richiedeva tutto il catalogo di espressioni, e soprattutto, il muso lungo della Holmes. E poi vuoi mettere l’esperienza? E poi vuoi mettere la parentela?
Aaron Eckhart nel ruolo del PM di ‘Mani Pulite’ è un altro ruolo azzeccato. Sarà che mi sta simpatico da Thank you for smoking e se non fosse stato per lui mi sarei addormentata in Black Dalia di Brian de Palma. Un attore in continua ascesa e questo film non può fargli che bene.
Le note negative. Il doppiaggio di Christian Bale è imbarazzante. Nel ruolo di Bruce Wayne gli hanno affibbiato un altro doppiatore rispetto al primo episodio, gli è capitata una voce che lo fa sembrare più snob, più fighetto ma soprattutto più giovane. Ecco questa voce cambia totalmente una volta vestiti i panni di Batman, passa da cicisbeo di corte a maniaco sessuale. Compreso nel costume forse c’era anche un’iniezione endovenosa di testosterone altrimenti non me lo spiego questo cambio categorico.
Effetti epilettici manco fosse un anime giapponese. Alla fine del film Morgan Freeman-Supporto Tecnico aiuta il nostro eroe nello scovare il cattivone di turno e lo fa attivando degli schermi sugli occhi dell’eroe mascherato che effettuano uno scan al millimetro dell’ambiente che lo circonda grazie ad un sonar (miiii questa tecnologia!). Il risultato? Sembra di stare in discoteca a Riccione perché vien fuori una ripresa di ambienti filtrata da luci stroboscopiche e da una buona manciata di LSD, non si capisce manco il cazzo ma nonostante questo il nostro eroe riesce a trovarlo il cattivone! Un espediente da videogioco, non c’è che dire.
Ma veniamo al personaggio più discusso di questo secondo episodio: il Joker.
C’è chi preferisce quello di Tim Burton, chi ama di più quello di Nolan, questi battibecchi da sciampiste non hanno alcun senso. Paragonare il lavoro di Nolan a quello di Burton è come voler fare un confronto tra Scorsese e Tarantino. Entrambi hanno una visione completamente diversa del fare cinema e il pregio di Nolan sta appunto nell’aver interpretato il comic secondo il suo punto di vista, senza scimmiottare produzioni precedenti. Il Batman di Burton è una cosa e veicolava dei messaggi, quello di Nolan ne è un altra è intende dire tutt’altro. Mentre il lavoro del primo risente comunque di un’estetica anni ‘80 il cui epitaffio era ‘la pubblicità è l’anima del commercio’ (infatti il Joker di Nichols si connetteva in mondovisione e si dilettava a pubblicizzare improbabili prodotti di consumo) e le caratteristiche dei vari personaggi erano appena abbozzati, Nolan è figlio dei nostri tempi. Ha visto Matrix, Cronenberg, l’11 settembre, il terrorismo, Ground zero contribuendo anche lui alla storia del cinema con quel capolavoro di Memento. Di conseguenza il suo lavoro, il suo Batman, il suo Joker, il suo Due Facce sono personaggi inscritti in questo contesto, con un’anima a parte paragonabile a quella fumettistica solo per una semplice e riduttiva convenzionalità grafica. Nolan ha conferito ai personaggi del fumetto la propria contemporaneità rendendoli così ancora una volta originali.
Dimenticatevi il Joker di Jack Nicholson che, se avesse affrontato il Batman odierno, ne sarebbe uscito malconcio alla prima scena. Heath Ledger - con quella maschera inquietate che ancor più inquietantemente ricorda Il Corvo e la fine condivisa di entrambi gli attori - ha reso febbricitante un personaggio sulla carta statico, con i suoi tic, le labbra gonfie, gli occhi infossati dal trucco ha creato un Joker completamente schizofrenico, gratuitamente violento, sudicio e solo a tratti ilare. Lui non rappresenta altro che la degenerazione della psiche, è la personificazione della pazzia poichè nessuno ci spiega perché è così, perché c’è diventato, né Nolan né Batman riescono a spiegarlo. Joker pone il Caos come la motivazione al proprio essere, perché è questo a muovere le sue azioni per generare così altro caos. Personaggio tragico che per crudeltà è molto più affine al killer senza meta di Javier Bardem in No country for old men che a un qualsivoglia cattivo dei fumetti.
Il Joker è il terrorista, Al-Qaida, è il male dei nostri tempi. L’interpretazione migliore di Ledger, di tutta la sua carriera (ancor più di quella in Brokeback Mountain). Non lo mai preferito come attore, troppi film deficienti e senza spessore, ma questo ruolo spazza via tutto. Un Oscar postumo se lo merita anche se d’altra parte penso a cosa può servire.
Ma veniamo al film in sé. E’ un giocattolone costruito nei minimi dettagli, c’è tutto: action, drama, comedy, romancy, cospiracy. C’è troppo di tutto, molto spesso ci si ritrova ad inseguire perché si è perso il filo del discorso. Nel bel mezzo dello scontro col Joker compare un altro nemico ammaestrato bene dal giullare che lo trasforma da perfetto gentleman ad un assassino. In poche scene, sempre magistralmente, avviene la trasformazione di questo personaggio (non vi dico chi è altrimenti scado nello spoiler): prima il fisico, poi il movente e infine il look. Nolan è bravo a configurare una personalità anche col poco tempo rimasto. In definitiva è un polpettone un po’ difficile da digerire, le 2 ore e 20 sono troppe, la maggior parte del tempo viene dedicato a liberare ostaggi, inseguire nemici, fracassare tir, auto, elicotteri. Ad un certo punto credevo di guardare Die Hard 4 e non Batman. Un film molto più tecnico che non drammatico com’è stato il primo, con un sacco di carne al fuoco non necessaria, bastava sviluppare una trama lineare senza appesantirla con le varie incursioni da appendice. Un film presuntuoso proprio come il protagonista senza maschera. Bruce ora ha ben chiara la sua ragione d’essere. Lavoro discreto ma scordatevi il capolavoro.
Curiosità: Avevo già scritto che questo film portava sfiga, la jella che incombe sulla pellicola ha colpito anche Morgan Freeman. Il viola del Joker ha portato male.
In parole povere: Batman Reloded pronto in azione. Insert Coin.
Frase: Ecco cosa succede quando una forza irrefrenabile incontra un oggetto inamovibile. (Joker)
Locandina

Qui le altre, ho solo riportato la mia preferita
Trailer italiano

















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