Neapolis Rock Festival 24/07/2008
Prima del concerto mi ero immaginata di scrivere tutt’altra recensione, ma si sa che la realtà riserva sorprese inaspettate e quindi ecco come sono andate le cose in questa giornata. Appena ho saputo che i Bluvertigo avevano in programma una data in Campania non c’ho pensato 2 volte e sono andata a comprare il biglietto. Erano circa 10 anni che desideravo vedereli dal vivo, mentre sapevo già della bravura mostruosa degli Elii che avevo già visto in coppia con Bisio in Coèsi se vi pare e poi i Baustelle mi incuriosivano, volevo vedere cosa riuscivano a creare sul palco. Di seguito il Festival band per band.
Baustelle: La Moda del Lento
Verso le 19 aprono i Baustelle con Antropophagus, entrano sul palco tutti vestiti di nero, Francesco con occhiali anni ‘70 da sfigato e una margheritona rosa all’occhielo, e la sempreverde maglietta con ampio scollo a V. Rachele con i capelli nerissimi e tirati all’indietro, un’abbronzatura perfetta e un gilet blu abbottonato in vita. Salutano ed attaccano a cantare. Non si scompongono più di tanto, Francesco prova qualche mossa da rockstar ma è troppo insicuro nei gesti, a tratti finisce anche per scimmiottare Jean Claude di Sensualità a corte, non sapendo di farlo ovviamente. Non è un animale da palco e ne è conscio, quindi rientra dietro l’asta del microfono, il posto più consono. Proprongono quasi mezzo ultimo disco, qualcosa de La Malavita (non hanno fatto Revolver uffa!), qualcosa de La Moda del lento (non hanno fatto Arriva lo ye ye) e qualcosa dell’album di debutto. I loro brani dal vivo risultano molto meno tirati, più diluiti e la folla sembra accorgersene tant’è che dopo la prima mezz’ora comincia a sbuffare e sbadigliare, io addirittura parlotto con una mia amica del più e del meno, altri si divertono a creare esilaranti coreografie sui vari brani. Insomma durante il concerto dei Baustelle si è ingannata l’attesa, la maggior parte era lì per Morgan ed Elio, tant’è ad un certo punto, dopo quasi un oretta dall’inizio della performace dei Baustelle, ho chiesto alla mia amica: ‘Si ma il concerto quando comincia?‘. Stronza come al solito. Dal punto meramente Live sono stati ineccepibili: precisi, puliti, ordinati (troppo forse), mai una stecca. Rachele ha una voce da paura e una presenza scenica maggiore rispetto a Francesco. Dopo aver terminato la scaletta sono rientrati per proporre Baudelaire. Performance senza infamie e senza lode. Troppo soporiferi.
Voto: 7 per la performance e 5 per la presenza scenica. Ragazzi dovete osare di più.
Si meritano però un 10 per l’umanità. Mentre gli addetti stavano smontando il palco, Francesco è sceso tra la folla, ha firmato autografi, baciato fan, fatto foto, chiacchierato con tutte. S’è messo a completa disposizione del pubblico.
Intervallo: il caso
Il secondo gruppo in scaletta erano i Bluvertigo, gli addetti ai lavori smontano la strumentazione dei Baustelle ma invece di montare quella dei Bluvertigo assemblano quella degli Elii. Una ragazza infatti comincia ad urlare: ‘Uau quella è la batteria con le croci di Christian Meyer!”, arrivano a montare anche le tastiere di Rocco Tanica ma nessuno dice niente. Dopo una mezz’oretta sul palco si crea un gruppetto di addetti che parlattano tra loro, uno di questi si decide e si avvicina al microfono, avvertendo il pubblico che avrebbero suonato prima di Elii e poi i Bluvertigo perchè Morgan - motivazione ufficiale - s’era perso per la strada. Forse non trovava l’uscita della tangenziale. E che avremmo dovuto pazientare 3/4 d’ora. Che poi è diventata un’ora e dieci. Sale del malumore tra il pubblico che si allontana dal palco e si avvicina agli stand degli sponsor che regalano gadget o se ne vanno a mangiare una pizza sempre tra le 4 mura della Mostra d’Oltremare, location quanto mai azzeccata per manifestazioni di questo tipo. Io mi sono sentita presa per il culo perchè la motivazione data assolutamente non sussisteva, gli addetti sapevano da prima del cambiamento perchè si sono subito attrezzati a montare la strumentazione degli Elii e solo dopo una mezz’oretta hanno dato l’annuncio al pubblico. In più Andy già c’era dietro le quinte, è sceso (si trascinava la gamba destra mah) e si è scusato col pubblico del contrattempo. Un’altro tizio dell’entourage stava dicendo ad un suo amico che di tutto il gruppo l’unico che s’era presentato era Andy e che non c’era nessun altro nei camerini. Alla faccia della reunion, ognuno ha raggiunto il posto di lavoro con mezzi diversi.
Ora s’era capito che gli addetti volevano temporeggiare per dar modo ad Elio di essere avvertito, tornare da dove si trovava e prepararsi per lo show ma avrebbero potuto dirlo diversamente invece di sparare una cazzata così banale.
Dopo un’ora di attesa il pubblico si avvicina di nuovo al palco, spazientito comincia a gridare ‘Fuori! Fuori!‘ e volano anche alcuni fischi. Dopo cinque minuti vengono fuori gli Elii.
Elio e le Storie Tese: Fossi Figo
Lo show degli Elii era tutto incentrato sull’eleganza, infatti erano tutti col doppio petto e la giacca blu (andrà di moda) in taftà. Prima di ogni brano Elio si divertiva ad introdurlo con un discorso sempre incentrato sul tema della serata, l’eleganza appunto e intervallava l’esibizione dei pezzi con inserti umoristici preparati col solito (e bravissimo) Rocco Tanica. La presentazione dei membri del gruppo è stata esilarante, su tutti Faso che s’è divertito a fare il divo, mostro anche lui che s’è ritrovato a suonare la chitarra acustica mentre teneva il basso dietro la schiena. Il gruppo era accompagnato da una cantante con una voce simil-Giorgia, una certa Folli che a ugola sta messa molto ma molto bene.
Quello di Elio non è mai un concerto, è un vero è proprio spettacolo, grande intrattenitore è stato in grado di scaldare e coinvolgere una folla stanca e spazientita per l’attesa e a farla divertire, grazie anche all’immancabile Mangoni che con la sua lapdance farebbe resuscitare i morti oltre che tramutare tutti i gay in sala in etero impenitenti (ci vuole stomaco a guardarlo). I pezzi proposti erano un pò da repertorio e un pò presi dall’ultimo lavoro, Parco Sempione è già diventata un classico col suo testo amaro e il ritmo asimmetrico. Consci del ritardo accumulato, alcuni pezzi li hanno cantati l’uno dietro l’altro senza alcuno stacco, sembrava un medley ma non lo era, hanno tenuto il ritmo per un buon quarto d’ora infilandoci 4 brani senza mai alzare le dita dalle corde. Bene, bravo, bis. Nel bis hanno regalato Tapparella che il pubblico chiedeva a gran voce dall’inizio della loro performance ‘forza Panino!‘, mentre in Mio Cuggino Elio ha inserito una strofa riferita al ritardo di Morgan e il pubblico ha applaudito con tutto lo sdegno possibile. Che dire? Mostri, geni, cose che già si sanno. Sono una garanzia di qualità.
Voto: 10 per tutto.
Bluvertigo: Fuori dal Tempo (The most gigantic lying mouth of all time)
Sono circa mezzanotte e un quarto. Velocemente gli addetti ai lavori, Livio e Andy organizzano il palco, Morgan entra che il pubblico era impegnato a cazzeggiare, non proprio un’entrata da primadonna. I Bluvertigo sono già sul palco mentre la gente in tutta fretta si accalca alle transenne, consci anche loro del ritardo hanno fatto il possibile per recuperare qualche minuto. Il colore che caratterizzava il gruppo era il bianco, Morgan lo era completamente con cinturina swaroski, mentre Livio e Sergio si erano limitati alla sola camicia e Andy era vestito alla maniera decostruttivista, figure spezzate bianche e nere sfaccettavano il suo gilet. Attaccano con il brano meno felice di tutto il loro repertorio, l’Assenzio di cui forse ne erano fatti. Morgan era visibilmente e risibilmente su di giri, a volte faticava anche a stare in piedi. Addirittura su La crisi s’è scordato una strofa e ciò ha ridotto di qualche minuto il pezzo, su Altre forme di vita pure s’era dimenticato le parole e su Iodio (!!) se n’è uscito con un bleah nel bel mezzo della seconda strofa. Dimenticanza o trovata? A questo punto non c’è due senza tre. Hanno suonato brani provenienti dagli unici tre album in studio del gruppo (i Baustelle hanno fatto di più), nessuno nuovo pezzo, è evidente che non hanno assolutamente l’intenzione di tornare seriamente assieme e che questa riunione non è altro che un modo per approfittare del successo derivato da X-Factor e Storytellers, insomma un bluff. Più che un ‘grande ritorno’ sembrava l’incontro tra ex liceali che oramai hanno preso strade diverse. Mi sono sentita fuori luogo, mai capitato in un contesto del genere, ma quei pezzi appartengono alla mia adolescenza ormai trascorsa e il concerto dei Bluvertigo è sembrato più una commemorazione di questa, una marcia funebre che non un concerto dove ascoltare semplicemente buona musica.
Sono completamente Fuori dal Tempo.
Tra i brani hanno suonato anche Complicità, cover di Here’s the house dei Depeche Mode e mi hanno fatto venire la voglia di andare a vederli live! Morgan non so se fosse raffreddato o meno ma non aveva voce, a stento si sentiva, aveva difficoltà anche col basso, Andy non è assolutamente cambiato fa quelle mossette robotiche a suo solito e il taglio di capelli è sempre quello. Sono convinta che lo scongelano all’occorrenza perchè non è possibile una cosa del genere. Dopo 10 anni non puoi fare ancora il verso a Martin L. Gore dei Depeche, avrai una decenza anche te. Suonano a malapena per 45 minuti, ringraziano e stanno lì per andarsene ma non c’è Sergio sul palco, Morgan invita il pubblico a chiamarlo ma lui non esce quindi Morgan pensa bene di piantarla lì, saluta e se ne va. Che fine ha fatto Sergio? Perchè non è salito sul palco? S’è offeso perchè Morgan s’è dimenticato di citarlo all’inizio dell’esibizione?
Effettivamente appena saliti sul palco Morgan ha cominciato a presentare il gruppo: Andy, Livio, lui e si dimentica di Sergio al che il pubblico lo invoca a gran voce, Sergio si alza con mano sul cuore, si inchina e ringrazia. Morgan dice: ‘Ah si, naturalmente c’è Sergio, avrebbe avuto un momento tutto suo ma vabbè’, fatto sta che ‘quel momento tutto suo’ non è mai arrivato e quindi non ho capito a cosa Morgan si riferisse, evidentemente s’è inventato una scusa per giusticare la sua dimenticanza. Patetico.
Da loro mi aspettavo molto, era il gruppo da cui mi aspettavo di più, mera delusione. Al confronto l’esibizione dei Placebo di qualche anno fa è stata una performance di mostri sacri. Pezzi striminziti, suonati male, Morgan che interagisce col pubblico sotto effetto di metanfetamine o semplicemente del suo Ego, mima qualche passo ma sembra la caricatura di sè stesso, diverte solo quando onestamente ammette che non si ricorda come si fa. Hanno perso smalto, verve e la voglia. Se così devono continuare ad essere è meglio che vadano in pensione perchè fanno tristezza.
Voto: 4 su tutto. Sono fuori dal tempo. Alcuni gruppi si apprezzano solo in determinati periodi storici e i Bluvertigo l’hanno passato da un pezzo.
Ps: Fuori dal tempo non l’hanno cantata, era troppo calzante evidentemente.
La condizione in cui mi trovo è proprio…









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