Sono indecisa sul proverbio da utilizzare per la situazione che D’Avanzo malauguratamente ha creato a sè stesso: Chi va con lo zoppo impara a zoppicare? Scavarsi la fossa da solo? Tirarsi una zappata sui piedi? Che la volpe rifiuta l’uva - perchè troppo in alto - chiamandola marcia?
Forse quest’ultimo proverbio calza più degli altri. Il caro D’Avanzo - non potendo dimostrare il vero - si è accontentato del probabile e ci ha costruito attorno un articolo che seppur con la buona intenzione di fare un parallelismo tra il caso Schifani e quello Travaglio pecca di presunzione, dato che basa le sue considerazioni su assunti diversi. Impegnato a dimostrare che il metodo Travaglio si può ritorcere contro allo stesso giornalista che lo applica ha dimostrato che il metodo D’Avanzo non è certo meglio, visto che si basa su fonti di terzo grado e su notizie pubblicate prima ancora di essere verificate. L’assurdità di D’Avanzo sta proprio in questi termini:
Accusa il metodo Travaglio (che sarebbe basarsi su fonti ufficiali e quindi sulla certezza della notizia) di essere pericoloso e controproducente e per dimostrare i rischi di questo metodo cosa fa? Basa la sua inchiesta su presunte fonti che poi sono state smentite. Dapprima sostiene che è stato l’avvocato di D’Aiello ad informarlo che il suo assistito aveva pagato il conto dell’albergo a Travaglio. L’avvocato di D’Aiello smentisce addirittura di essere entrato mai in contatto con D’Avanzo. Quindi quest’ultimo ha ricevuto tale informazione non dall’avvocato di D’Aiello, nè da D’Aiello stesso ma bensì da una persona vicina all’avvocato di D’Aiello, il quale ha saputo la notizia grazie all’avvocato che ha avuto la notizia dal suo assistito. E questa persona chi è? Che fa? Esiste almeno? Questa sarebbe la certezza della fonte? Per parafrasare Marco, forse intendeva le fonti termali.
Insomma D’Avanzo, in parole povere, ha voluto dire che Travaglio parlava bene ma razzolava male ma ha dimostrato invece che Travaglio non prendicava affatto e che il suo metodo va più che bene visto che è stato proprio il metodo Travaglio a dimostrare come D’Avanzo e il giornalismo in generale si basa su fonti non certe ma opinioni sicure. Per dirla all’italiana D’avanzo ha fatto una grande figura di merda.




Secondo me è stato interpretato male l’articolo di D’avanzo. Lui mica voleva infamare Travaglio, voleva dimostrare come utilizzando il metodo Travaglio si poteva persino infamare Travaglio. Tu l’hai letto il suo articolo,no? a me sembrava chiaro. Lui voleva fare un esempio di pessimo giornalismo, non voleva dire: “vedete, Travaglio è mafioso”, voleva dire: “vedete, se io scrivessi come Travaglio vi potrei far persino credere che Travaglio è un mafioso”.
Cito D’avanzo:
“Ditemi ora chi può essere tanto grossolano o vile da attribuire all’integrità di Marco Travaglio un’ombra, una colpa, addirittura un accordo fraudolento con il mafioso e il suo complice? [...] Nessuno, che sia in buona fede, può farlo. Eppure un’”agenzia del risentimento” potrebbe metter su un pirotecnico spettacolino con poca spesa“.
Non era un infamia a Travaglio, ma un esempio di spettacolino, di pessimo giornalismo, l’articolo era chiarissimo.
Io mi rifersico a questo articolo:
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/fatti-verita/fatti-verita.html
con rispetto
den
Si, magari D’Avanzo aveva tutte le buone ‘intenzioni’ nel criticare il metodo Travaglio, ma - alla luce dell’articolo che mi hai linkato - non vorrei fare delle intenzioni un territorio di analisi, visto che lo stesso D’Avanzo non basa la sua opinione sui fatti riportati dal giornalista di Annozero ma sull’interpretazione che ha dato all’intervento di Travaglio a che tempo che fa: “Il nostro amico sceglie un comodo, stortissimo espediente. Si disinteressa del “vero” e del “falso”. Afferra un “fatto” controverso (ne è consapevole, perché non è fesso). Con la complicità della potenza della tv - e dell’impotenza della Rai, di un inerme Fazio - lo getta in faccia agli spettatori lasciandosi dietro una secrezione velenosa che lascia credere: “Anche la seconda carica dello Stato è un mafioso…”. Basta leggere i blog per rendersene conto. Anche se Travaglio non l’ha mai detta, quella frase, è l’opinione che voleva creare. Se non fosse un tartufo, lo ammetterebbe“. Mettendo in bocca ad altre persone parole che non ha mai pronunciato. D’altro canto utilizza un esempio che poi è stato smentito dallo stesso Travaglio e dalla presunta fonte della notizia, ovvero l’avvocato di Aiello. Io tutte queste buone intenzioni di D’Avanzo non ce le ho viste, almeno - se davvero il suo interesse era quello di misurare la ‘pericolosità’ del metodo Travaglio - quantomeno una controllatina alle proprie fonti doveva darla, doveva accertarsi di cosa andava a scrivere. E qui cade D’Avanzo che non si limita soltanto a fare un comparazione tra il caso Schifani e quello Travaglio, ma su quest’ultimo non si esime a definirlo manipolatore ed altri epiteti che di buono forse hanno solo l’intenzione.
L’articolo era fin troppo chiaro.
E’ incredibile come i “travaglini” riescano e deformare un’articolo talmente semplice da leggere che non lascia nessun dubbio.Ma che razza di individui siete?Ancora a diffendere il “bufalaro” d’Italia?E’ PAZZESCO!!!
Diciamo allora che le bugie di Travaglio sono di riflesso…a chi te lo lascio intendere
Anche se è tardi non posso esimermi, la tua cultura la dice lunga sulla tua capacità di comprendere appieno un testo scritto… ARTICOLO è maschile, non vuole l’apostrofo (e non può essere un errore di battitura, per intenderci come il raddoppio della F nella parola difendere due righe più giù, dato che per mettere l’apostrofo si deve premere un tasto lontanissimo dalla A susseguente)
Tutto questo sta a significare che:
A - parli senza capire o capisci solo come vuoi senza razionalmente interpretare quello che leggi
o
B - parli ripetendo a filastrocca quello che ” la maggioranza ” ti ha inculcato…
se così non fosse, se avessi seguito tutti i passaggi d’articoli botta e risposta D’avanzo - Travaglio, avresti certamente dedotto come D’avanzo si fosse inventato tutto, facendo una figura barbina, peraltro, visto che non ha neanche chiesto scusa…! Saluti.
P.s. Basta identificare chi non è d’accordo con l’appellativo di chi ha modo di parlare… Noi non siamo Travaglini, Grillini… SIAMO SEMPLICEMENTE CITTADINI CON UN PROPRIO NOME, COGNOME E MODO DI PENSARE che, a differenza tua, non si bevono quello che gli passano se ritengono che non sia salutare… Spero tu abbia compreso appieno il paragone!