Ancora sulla questione Travaglio.
Nell’ultimo periodo ho letto diversi articoli (di giornalisti e blogger) riguardo l’aggressione di Sgarbi nei confronti di Travaglio (chiamarla rissa è un eufemismo) e l’intervento di quest’ultimo al programma di Fazio Che tempo che fa.
La cosa che mi ha sconcertato nel leggere tali contributi è il linguaggio utilizzato. Ormai sia la plebe (i blogger) che chi è addentro (i giornalisti) utilizzano termini presi in prestito dal mondo politico e dall’informazione massificata, è tutto basato sul qualunquismo, giustizialismo, demagogia, antiberlusconismo. Tutti -ismi di cui immagino nessuno sappia spiegarsi il significato preciso. A scuola mi hanno insegnato che -ismo associato all’arte (Dadaismo, Cubismo…) indicava un gruppo di persone che avevano in comune un programma, un punto di vista che volevano attuare, al di fuori di questo contesto -ismo, associato ad altre parole, assume invece un significato negativo.
A mio modesto parere tali termini sono utilizzati dalle persone che usano le parole per sciacquarsi la bocca, visto che non riescono a formulare un’opinione critica di ciò che gli accade intorno e quindi chiedono aiuto a quel vocabolario che non gli appartiene solo per qualificare i propri pensieri - che sono oramai fotocopiati - per dare credito a ciò che dicono e a ciò che gli dicono di pensare.
Il problema è proprio questo, gli attacchi a Travaglio non sono altro che una forzatura e per di più gratuita. Travaglio non è come Berlusconi, Hitler, Mussolini, Stalin, Beppe Grillo, Vittorio Sgarbi che usano toni aspri e teatrali per parlare con la folla. Questa gente non c’ha mai provato a parlare con la folla, hanno sempre detto alle masse cosa pensare. Perchè si deve evitare che la massa pensi sennò sarebbero finiti tutti i governi.
L’arma di Travaglio è ben diversa, non ha mai urlato, sbaitato, gozzovigliato, anche quando Sgarbi gli ha vomitato addosso gli insulti è rimasto dove stava invece di cavargli gli occhi come un comune essere umano avrebbe fatto al suo posto. Marco si è sempre limitato nei toni, anche ai V Day, perchè la verità non ha bisogno di un aiuto da parte dell’oratore, fa già il suo effetto nuda (di opinioni) e cruda (nei fatti).
Il problema fondamentale di Marco è proprio questo, i suoi interventi - sempre pacati - fanno si che la gente si incuriosisca e vada a controllare di persona. Fino in fondo.
La sua non è mai un’informazione passiva ma è finalizzata proprio a sviluppare questo meccanismo della ricerca di conferme perchè - come ha detto Montanelli - lui fa riferimento all’archivio e non al sentito dire.
E come puoi rispondere ad una persona che si basa sui fatti? Con altri fatti che gli vanno contro. Mentre noto che sia al web sia all’informazione massificata piace ciarlare del più e del meno, rispondendo a ciò che Travaglio dice perchè documentato (vogliamo negare che Schifani non abbia avuto rapporti con mafiosi? Vogliamo negare che Berlusconi sia anche lui un condannato e che si sia fatto leggi ad personam per sè e per i suoi? Vogliamo negare il passato di Dell’Utri, Previti, Mangano? Insomma volete che vi sputi in faccia e rida di voi) con parole, con -ismi senza se e senza ma.
Marco Travaglio è inattacabile, perchè se la canta e se la suona da solo. Ha parlato della scomparsa dei fatti in un libro, e l’informazione e il web continua a dargli ragione, è stato querelato 8 volte per il suo L’odore dei soldi perchè era andato a curiosare nelle tasche del premier (e tutte le 8 volte assolto), ha perso una causa contro Confalonieri - di cui ha pubblicato la sentenza sul suo blog - e ha parlato in tv del background di Schifani. Tutto sempre, in modo chiaro e limpido. Neh, ma cara tv ma caro web che cazzo rompi? Mi chiedo io.
E mi rispondo anche. La psicologia delle masse il suo valore scientifico ce l’ha, la massa è tutta compatta e lobotomizzata e alle iniezioni adrenaliniche di verità risponde con lo shock anafilattico visto che ormai è disabituata a pensare con la propria testa e ad avere un opinione critica nei confronti della realtà. Ormai la massa della realtà se ne sbatte, ha bisogno solo di intrattenimento che tv e governi sono disposti a dargli anche tramite decoder. E io proprio di questo ho paura, ho paura della gente, ho paura di questa moltitudine compatta che è capace di mandare in parlamento un ladro e che critica chi invece cerca solo di fare chiarezza, chi vuole aiutarli a comprendere, chi cerca di fargli riacquisire il senso della realtà. Ma cosa siamo diventati? Degli squadristi? Tutto questo mi fa schifo. I valori si sono capovolti. Tutto questo mi fa schifo. 1984.
E noi negli anni ‘80 ci siamo dentro fino al collo.
Iniezione di Travaglio e andateve affanculo



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