Embè? Pino la Lavatrice

11 05 2008

Le ingiustizie capitano a tutti, c’è chi abbassa la testa e chi cerca giustizia. Io faccio parte della seconda categoria e ogni volta che mi è capitato qualcuno che volesse mettermelo a quel posto ho sfoderato un arma micidiale: la penna (e la tastiera). Le parole, se sono supportate da fatti concreti, hanno una potenza inimmaginabile. Ora riporterò dei casi da cui sono venuta fuori grazie all’invio di una email…o la pubblicazione sul blog.

Hostess. 2 anni fa un mio conoscente mi chiede aiuto per allestire ed organizzare un gazebo in occasione delle elezioni comunali del mio paese, dove avrei dovuto proiettare i risultati. Io che non faccio mai nulla per nulla gli chiedo il compenso e lui fissa una cifra attorno ai 100 euri. Faccio il mio lavoro, ci salutiamo con la promessa di risentirci per il mio compenso. Passano 5 mesi. Ogni 15 giorni mi faccio sentire - visto che lui vive fuori città - per capire se questi soldi devono piovere dal cielo o esistono effettivamente. Il tiporgiversa, temporeggia fin quando non mi invia un sms in cui mi dice che avrei dovuto chiedere io i soldi all’organizzatore della campagna elettorale. Quando era lui che gestiva i rapporti col boss. Incazzata di bestia, vado sul suo sito e nel forum riporto papale papale l’intera situazione. Lui mi chiama al telefono e mi dice peste e corna, ma poi mi invia i soldi che mi doveva sulla postepay.

Università 1. Da Piano di Studi al terzo anno era possibile scegliere tra vari esami da sostenere. Una mattina si sveglia il docente di uno dei corsi e scelta e blocca le iscrizioni al suo corso perchè ‘ci sono troppo iscritti’. La commissione didattica avverte gli studenti che non avrebbero potuto più scegliere quell’esame e che gli veniva attribuito di default l’esame consigliato dal Piano di Studi statuario. Nasce il malcontento tra gli studenti che si ribellano alla decisione ma che effettivamente non fanno nulla.
Io bellina bellina mi vado a controllare la Guida dello Studente per vedere se questa era una cosa legittimata anche dallo Statuto. Non lo era assolutamente. I problemi organizzativi non riguardano gli studenti ma i docenti, l’Università deve garantire il Piano di Studi offerto all’atto di immatricolazione e se durante l’anno accademico bisogna apportare qualche modifica ai corsi deve intervenire il Rettore, nemmeno il Preside, il Rettore. Scrivo una email al Preside di Facoltà, gli riporto tutta la questione - compresi i codici violati - e mi risponde ‘che avrebbe risolto la questione’. Risultato?
Ci è stato proposto un esame simile a quello a scelta e ci è bastato. Almeno è stata reintegrata la possibilità di scelta.

Università 2. Problema burocratico. Una mattina il segretario mi chiama e mi dice che manca la camicia del tirocinio e che a causa di ciò avrei dovuto pagare le tasse con la mora. Scendo dalle nuvole, perchè non sapevo che avrei dovuto consegnarla, parlo col docente responsabile e mi dice che avrebbe risolto lui la questione e che bastava che compilassi e facessi firmare la camicia dal mio tutor. Faccio ciò che mi dice e mi passa la paura. Il tizio segretario richiama insistendo sulle tasse (ma che si fanno la mazzetta sopra?) nonostante gli avessi detto che avevo risolto. Nel dubbio invio una mail in segreteria dove spiego tutta la faccenda punto per punto al che vengo richiamata il giorno seguente dal segretario, di nuovo. Con un tono molto più pacato si giustifica e mi dice che ‘quello che ti ho fatto è stato una cortesia perchè avrei potuto bloccare la camicia e farti pagare le tasse’  e grazie! Le frasi magiche ‘ne parlerò col Preside di Facoltà’ fanno sempre effetto. Paura eh?

Tutto ciò per dire che se con la voce non riuscite a imporre i vostri diritti usate l’inchiostro. Vi odieranno a morte ma non è tutta questa perdita farsi amare da persone meschine.


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