La Grande Madre

9 03 2008

La pubblicità in generale è una forma di ‘gioco comunicativo’ che ha bisogno di ludicità.
La pubblicità è gioco di parole e immagini, un jouer di colpi di scena, divertissement, fantasie, scherzi ed emozioni che evocano la dimensione infantile. Anche quando il gioco pubblicitario fa leva su contenuti ‘adulti’, come l’erotismo, la professionalità, ecc. non può mancare l’elemento ludico, l’aggancio con quel ‘principio del piacere’ che tiene il bambino (o l’adulto-bambino) al riparo dal ‘principio di realtà’, necessario per maturare, ma anche pesan­te e noioso.
Insomma la pubblicità è sempre una proposta comunicativa regressivante, che viene accettata dal consumatore nella misura in cui ha anche un effetto di svago, di spettacolo, di rilassamento rispetto agli obblighi razionali del quotidiano. La società dei consumi, con i suoi giochi comunicativi è stata paragonata da alcuni psicoanalisti (vedi alcuni scritti di Claudio Risé) ad una Grande Madre che tiene legati a sé i figli consumatori-bambini facilitandone allucinatoriamente i capricci e i desideri.

Pier Pietro Brunelli, Lineagrafica n° 358

 

How can you have any pudding if you don’t eat your meat?