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5 03 2008

… no, stavo pensando che viviamo in una società veloce, è vero, pronta a percepire il cambiamento, i nuovi bisogni della gente. Pron­to? Ma mi senti? Facci caso: i nuovi bisogni - è banale lo so, ma è ve­ro - i nuovi bisogni quando appagati ne creano di altri. Effetti colla­terali. Piccoli disagi … prendi il cellulare … bello … ma dove lo metto? D’inverno lo metto in tasca ma il giaccone è pesante e io non sento la suoneria. Se lo metto nella giacca mi fa difetto e poi disturba il cuore. Nella tasca di dietro dei pantaloni è un dramma perché ti siedi e chia­mi sempre il primo della tua rubrica, con cui alla fine ti fidanzi perché lo senti dieci volte al giorno. Infatti Anna è la prima della mia rubri­ca … la tua? Paola? La prima è Paola? Non hai nessuno dalla A alla O? Ah, li hai, ma li hai mascherati perché ti piace molto Paola? Cioè? Pdi­no, Pluca, Pmassimo … sei un genio! Bravo! Però non distrarmi, ti sta­vo dicendo, credo di avere un’ idea rivoluzionaria per risolvere il pro­blema dei telefonini. Perché dobbiamo portarceli sempre dietro? Pen­sa che bello se fossero a portata di mano ovunque, se li trovassimo agli angoli delle strade, nei bar, nei punti strategici - stazioni, centri commerciali, aeroporti: cioè al posto di portarti dietro il tuo ne trovi sempre uno che possono usare tutti in qualsiasi momento. Potrebbe anche essere un’occasione per migliorare l’arredo urbano, grandi ar­chitetti potrebbero partecipare e creare come delle … cabine … cazzo! Delle cabine … cabine del telefono! … vabbè, ciao”.

andy potts

Massimo Coppola e Alberto Piccinini con Giovanni Robertini. Brand:new


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