“… no, stavo pensando che viviamo in una società veloce, è vero, pronta a percepire il cambiamento, i nuovi bisogni della gente. Pronto? Ma mi senti? Facci caso: i nuovi bisogni - è banale lo so, ma è vero - i nuovi bisogni quando appagati ne creano di altri. Effetti collaterali. Piccoli disagi … prendi il cellulare … bello … ma dove lo metto? D’inverno lo metto in tasca ma il giaccone è pesante e io non sento la suoneria. Se lo metto nella giacca mi fa difetto e poi disturba il cuore. Nella tasca di dietro dei pantaloni è un dramma perché ti siedi e chiami sempre il primo della tua rubrica, con cui alla fine ti fidanzi perché lo senti dieci volte al giorno. Infatti Anna è la prima della mia rubrica … la tua? Paola? La prima è Paola? Non hai nessuno dalla A alla O? Ah, li hai, ma li hai mascherati perché ti piace molto Paola? Cioè? Pdino, Pluca, Pmassimo … sei un genio! Bravo! Però non distrarmi, ti stavo dicendo, credo di avere un’ idea rivoluzionaria per risolvere il problema dei telefonini. Perché dobbiamo portarceli sempre dietro? Pensa che bello se fossero a portata di mano ovunque, se li trovassimo agli angoli delle strade, nei bar, nei punti strategici - stazioni, centri commerciali, aeroporti: cioè al posto di portarti dietro il tuo ne trovi sempre uno che possono usare tutti in qualsiasi momento. Potrebbe anche essere un’occasione per migliorare l’arredo urbano, grandi architetti potrebbero partecipare e creare come delle … cabine … cazzo! Delle cabine … cabine del telefono! … vabbè, ciao”.

Massimo Coppola e Alberto Piccinini con Giovanni Robertini. Brand:new



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