Hell o ween

31 10 2007

Questa sera non andrò a nessuna festa di reduci de L’alba dei morti viventi, sono pigra, non mi sono interessata, ho le lenzuola di flanella color cocozza che sono comunque in tema e tra l’altro oggi mi son svegliata alle 8 di mattina e ho intenzione di passarci molto tempo sotto le lenzuola di flanella color cocozza.

Oggi però i racconti a tema non sono mancati, ovviamente io ascoltavo. La mia consanguinea ha pensato bene di suggestionarmi con racconti di spiriti aspri e dolci veri o presunti o presuntuosi, io che sò timorata diddio, anzi io che ho proprio paura di tutto ciò che riguarda il mistero e l’ignoto mi sono suggestionata assai, ergo passerò la notte di halloween sotto le lenzuola di flanella color cocozza mentre il mio incoscio (prevedo che per stanotte faccia gli straordinari)che è tanto tanto prevedibile lavorerà per realizzare un incubo che sia del tutto verosimile. Il mio inconscio del resto è un po’ come Bruno Vespa, di lui si sa già tutto meno chi inviterà in trasmissione. Quindi io trascorrerò un halloween da fare invidia ai cinofili falliti, uno di quegli halloween da teen movie fine anni ‘80 primi anni ‘90, sotto le coperte cocozza ad aspettare un incubo che non mi faccia poi dormire…o non dormirò per la paura di avere un incubo che mi faccia paura e che poi non mi faccia dormire, aspetterò il mio inconscio stanotte ma anche un gizmo o un coniglio gigante o tutti insieme, festeggeremo in pigiama sotto il lenzuolo di flanella color cocozza.

Grazie consanguinea

Andy Potts





Giddy Stratospheres

30 10 2007

Dell’ultimo album dei Long Blondes, Someone to drive you home (2006), questa è in assoluto la mia preferita.

Non darò alcuna informazione sul gruppo perchè non so mai niente delle cose che mi piacciono (sul filetto controllo l’origine del taglio ma questa è un’altra cosa), ignoro tutto, finchè non compro il ciddì originale ma, visto che accade di rado perchè delle indie band oggi ti puoi fidare domaninonsisa (dipende un po’ dalla stagione ecco) e a me da fastidio comprare ciddì solitari che non cominciano mai una discografia, che stanno lì tra un gruppo e l’altro cercando di far conversazione, ma se dividi i ciddì per ordine alfabetico non accadrà mai che i Black Rebel Motorcycle Club prendano confidenza con Beck, i Clinic con i Dandy Warhols, mentre gli Idlewild con i Massive attack vicino c’hanno soggezione, i Music con i Nirvana poi, avere Kurt come dirimpettaio è un pò pò impegnativo, è come avere l’amministratore del palazzo nel proprio pianerottolo, è snervante soprattutto se di fronte c’hai gli Oasis con tutto l’esercito dei loro album che fan sempre casino, si ritirano tardi, sfasciano il mobilio e al lattaio lasciano sempre le bottiglie di guinness svuotate sullo zerbino e lasciano anche l’immondizia che non ricordano mai di andar a gettare. Affittare casa a fianco a stì personaggi è dura. Tenersela ancora peggio perchè c’è sempre ebay che impone lo sfratto.

Dicevo è dura tenere sti ciddì timidi timidi al loro posto, anche perchè si spostano solo quando aggiungi/levi un album (magari perchè ti sei comprato il vinile o il cofanetto) ma come vicino c’hanno sempre il solito artista con tanto di strascico, tuttociò per dire che io dei long blondes non so niente, manco quanti ne sono nel gruppo, manco come si chiamano, manco dove vivono questi, quando mi convinceranno a comprare almeno 2 dei loro album allora si potrò dir qualcosa. Non so manco brava a consigliare il perchè percome un gruppo merita anzichè un’altro, per me vale la regola del 3: ascolta 3 brani e se ti piacciono procurati il ciddì.

Giddy Stratospheres è una, Once and never again è due, Lust in the movies è tre. Solo se conviene.





Human

30 10 2007

They went searching for your body
They went looking but there’s nobody
Who smells like you
Who looks like you
You’re not human….too

Are you human
Or a dud?

Human? - Andy Potts





Il tempo libero

29 10 2007

Tenuto conto che il cervello si presenta come il parassita, o il pensionato all’interno dell’organismo, il tempo libero ottenuto da ognuno, in quanto gli concede libero godimento della sua coscienza e della sua individualità, è il frutto e il guadagno dell’intera sua esistenza, che nella parte restate è solo tensione e fatica. Ebbene, cosa produce il tempo libero nella maggior parte degli uomini? Noia e torpore, fino a che non lo riempiono piaceri sensuali e banalità. Quanto sia privo di valore lo dimostra il modo in cui lo impiegano: è proprio l’”ozio luogo d’uomini ignoranti” dell’Ariosto. La gente comune mira semplicemente a passare il tempo, chi ha un qualche talento a come utilizzarlo. Che le menti ristrette siano tanto esposte alla noia deriva dal fatto che il loro intelletto non è che lo strumento di motivazioni per la loro volontà.

Aforismi sulla saggezza del vivere. Arthur Schopenhauer

Andy Potts - Time out London





Word up!

29 10 2007

Ecco, prima era molto semplice: le password non esistevano, quando le hanno inventate l’utente ne usava solo 2, anzi una. La prima era dell’account di connessione che, molto spesso, fungeva anche per la posta elettronica, si metteva la spunta su ricorda password e arrivederci. La seconda era quella del forum preferito, ma anche lì i cookies venivano in nostro aiuto poi, diciamocelo, le password che si utilizzavano erano semplicissime: il proprio nome, il nome del proprio ragazzo, il nome anagrammato nostro o del ragazzo, la data di nascita mia/sua. La vita dell’utente nel 1997 era veramente più semplice ma…

10 anni dopo…

Addio 56k, addio napster, addio vecchio fidanzato, è l’ora dell’adsl, del p2p selvaggio, del torrent, dell’hub, i blog, i twitter, i flickr, paypal, cdwow, play.com, ebay, messenger a cui si aggiunge il vecchio caro forum che però ha cambiato gestione. Insomma aumentano le password da amministrare e poi, mettici che magari ti fidanzi anche con un programmatore, la tua vita di utente è definitivamente compromessa.

I cookies sono pericolosi quanto il bacillo dell’ebola, non tutti sono bravi e disponibili c’è sempre quello che non vuole farsi i fatti propri e va bloccato e ti tocca installare l’antivirus con il firewall più cazzuto, il cc cleaner che se potesse ti cancellerebbe anche la memoria e le password che fine hanno fatto? Ma che fai non usi le password alfanumeriche? Manoncisiamoproprio! Gli hacker, i cracker, tutti quelli col er-suffisso ti sgamano, ti entrano, ti escono! Chedioabbipietà. E quindi vai ad inventarti le paroline magiche alfanumeriche, tant’è che ne metti una per ogni servizio a cui devi accedere e finisci per non ricordarti nemmeno da dove cazzo sei partito e del perchè hai fatto una fine così ignobile!

A questo punto credi di averla fatta franca ma invece no, ti scordi la password e vogliamo mettere la risposta alla domanda segreta? Ma che fai rispondi alla domanda segreta con una risposta sensata? Manoncisiamoproprio! Devi rispondere con una cosa che non ci azzecca NIENTE con la domanda! Ma allora a che cazzo mi serve questa domanda segreta se è segreta anche per me?! Hanno preso in ostaggio la mia password, che faccio mando i soldi ai sequestatori, faccio un blitz sul server centrale? Mah…

Alla fine accade che mi ritrovo con la mailbox piena di email per il ripristino della password, a volte ne ho 3 per lo stesso sito, proprio non riesco a star dietro a tutti questi codici, non capisco che bisogno c’è di tutta questa manfrina, ma l’IP fa la figura del biglietto da visita insomma, non basta già come documento di riconoscimento mi chiedo. Cioè io, per avere dei servizi, devo dire la parola d’ordine quando già dalla voce mi si riconosce? Uhm…ci sono cose che non mi sono del tutto chiare, pensare in modo logico mi risulta complicato a volte, soprattutto quando hai tutti questi io che ti circondano, tutti questi battesimi da registrare. Bene è tardi ora, devo fare il log out da Hue. Questa notte sono me stessa (?).

Andy Potts





A little bit of knowledge will destroy you/2

26 10 2007

Tipologie di Blogger

Il Totalitario. Il motto: Il blog è mio e faccio il cazzo che mi pare.

Il lettore? Puro optional, chi se ne frega, perso 1 se ne trovano altri 100. E’ buono solo se approva e appoggia gli articoli del blogger ma guai se osa criticare o offendere, viene bannato senza remore; tanto il blog mica è per i lettori? Se hai 40 commenti ad articolo è grazie a te mica a loro! Infatti per passare da una piattaforma all’altra, pagare per modificare i CSS, indicizzare il sito, comprare un server o un dominio personale mica si fa per avere più visibilità, più lettori? Manonlodevimaipensare. Tali blogger hanno l’arroganza di non attribuire il loro successo né ai mezzi dicuisopra né ai propri lettori, guai se questi sapessero di avere il vero potere assoluto. Il blog è gestito da un regime dittatoriale, riconosciuto come l’unico possibile; mentre come si può reagire ad un regime? Si contesta, si lotta con violenza o senza di essa ma alla base c’è sempre la rivolta. Il commentatòr certo non può marciare in piazza o gettare molotov quindi le uniche armi che ha sono l’ironia, il sarcasmo, le frecciate e infine le offese vere e proprie. A questo punto il blogger ti banna perché quei 10 euro per tenersi stretto il proprio spazio li spende lui mica te.

Il Sentimentalista. Il motto: varia dal “Me misero me tapino” dei gay al “Ciao bbelli!” degli etero.

I blogger di questa categoria sono i più diffusi, hanno infettato la rete da quando msn ha realizzato gli spaces, non c’è antivirus che tenga. Che abbiano 18 o 36 anni non importa, se gay (o affini) parleranno dei propri modesti tentativi di outing, delle sfighe amorose, degli incontri fortuiti in palestra, in ascensore, da Louis Vitton o Prada; parleranno di ex-amici, ex-ragazzi, ex-scopate redivive identificando ognuno di questi con una lettera puntata, e vai con i vari A., O., L., M., H., sicuramente meno anonimi rispetto a chi li descrive così. I blogger rappresentati la tipologia cercano, nelle proprie parole, di capirsi, di studiarsi, di chiarirsi quando una semplice lettera puntata basterebbe per definirli o anche, perché no, un segno di interpunzione (!)…(?)…(!?). Gli etero invece sul web non si sputtanano, lo fanno già continuamente al bar di sabato o la domenica sera durante i pigiama party. Invece della lettera puntata usano vari vezzeggiativi (amorino, tesorino, cucci, baby, sò, frà etc. etc.) che sembrano usciti da un libro di Moccia dopo essersi scontrato con qualsiasi volume di Harry Potter. La etero version è più stucchevole di quella gay, questi hanno un blog su msn, il file audio autopartente, gli smiley, font orribili rigorosamente serif ed italic (noooo!), stelline, cuoricini, pulsar e quant’altro e i contenuti? Che ho fatto oggi, cosa ho fatto ieri, il mak p, il pre-mak p, la gita scolastica, i compiti a casa, le prime pomiciate di nascosto, lettere al ragazzo, lettere tormentate all’ex ragazzo, le foto del gruppo del momento e tante kappa gemelle ad incorniciare la fiera dei pixel impazziti. Ciao belli!

Il Gossipparo out of date. Il motto: preatty fly for a blogger.

E’ colui che cerca di racimolare più contatti possibili aspirando ad essere un novello Perez Hilton, ma il gossip non è acqua e quindi fallisce miseramente. Posta pappe fritte e zuppette riscaldate che circolano già da ore sulla blogosfera (manco a dirlo gli standard della notizia flash sono altissimi): la britney senza mutande, la paris col pizzaiolo svedese, i tokio hotel a pubblicizzarsi da qualche parte, jennifer lopez incinta dinonsisacosa. Notizie oramai rafferme, con già 30 commenti archiviati. Pazienza, all’account non si comanda.

L’Alternativo. Il motto: “Perché io valgo“.

Questa è una categoria immortale, dove vai lo trovi, ormai fa parte del paesaggio, se non lo vedi ti preoccupi, è un ruolo importante come il conservatore, di cui è l’opposto ma molto spesso solo l’adiacente. E’ il blogger che fa la differenza e come? Semplicemente essendo sé stesso (come se bastasse), perché lui è un figo a prescindere. Parla dei soliti argomenti, l’unica cosa che cambia è il suo punto di vista che li rende originali, alternativi.

L’alternativo ha quindi, nel corso dei post, una metamorfosi: diviene prima un esaltato, poi un integralista, poi cambia piattaforma, mette mano al portafoglio e diventa il TOTALITARIO.

Everything in its right place

Andy Potts





A little bit of knowledge will destroy you/1

25 10 2007

Parliamoci chiaro, molti blogger trattano come pezza da piedi i propri lettori/commentatori. Quando costoro OSANO muovere una critica, un appunto sull’atteggiamento e/o stile di vita del blogger in questione, questo si trasforma in una casalinga nevrotica. Le fasi che vanno dal semplice richiamo al ban totale sono solo 4.

Fase 1. Il commentatòr posta frasi ironiche o sarcastiche su colui che tutto modera e tutto move; il blogger non si scompone e lo manda gentilmente a cagare.

Fase 2. Il commentatòr a questo punto va a pescare le incongruenze negli articoli precedenti e li mette a confronto; il blogger invita l’utente a cercarsi un altro posto dove rompere i maroni.

Fase 3. Il commentatòr seccato allora decide di muovere critiche più accese su colui che tutto modera e tutto move e sulla sua gestione del blog; il blogger ti mette in awaiting moderation che, accanto al tuo nick, diventa quasi un titolo, un’onorificenza.

Fase 4. Il commentatòr, che oramai se ne frega delle conseguenze poiché più di così c’è solo la dannazione eterna, mette nero su bianco tutto quello che ha sempre voluto dire e che non ha mai detto al blogger di turno (senza usare parolacce eh! Per offendere qualcuno basta dirgli la verità), il risultato è che viene bannato, relegato per sempre nel girone degli spam. Certo è che il blogger ha tutto il diritto di tutelarsi e può farlo moderando il sito, cancellando i commenti o bannando utenti ma, nowadays, chi tutela il commentatòr? Che modo ha per tutelarsi se non quello di continuare a postare?

Il problema di oggi è che il lettore non è, non è mai stato passivo, anche quando prima era “muto”; il lettore non è lo spettatore (genere umano più affine ad una perversione erotica che non ad una categoria di giudizio) poiché giudica critica tutto quello che vede, sente, tocca. E’ cambiato solo il mezzo da utilizzare per muovere una critica: prima era il passaparola, ora c’è internet. Il lettore può finalmente sbattere in faccia tutto quello che ha da dire ai diretti interessati, senza intermediari. E questa non è una vera, autentica dimostrazione di democrazia? E invece no, se rompi le balle sei bannato. Bada bene non parlo degli utenti sboccati o sovversivi, quelli che offendono perché tra il compito di geometria e le partite alla consolle devo scaricarsi i nervi, parlo dei commentatòr con la O’ maiuscola, coloro che hanno cognizione di causa.

Ma dopotutto mica uno è costretto a leggersi un blog per forza? Certo ma il rispetto deve essere reciproco, un blogger non ha ragione a prescindere e il commentatòr non ha torto a prescindere. Il potere ce l’hanno i secondi e non i primi, solo che nessuno glielo dice.

Quello che voglio dire ai cari/e commentatòr, lunker o chicchessiano è di riunirsi in un comitato, un ente, un sindacato che possa tutelarvi. Le maggiori piattaforme aiutano i blogger lasciando le briciole a chi commenta. Se, malauguratamente, questa cosa non dovesse funzionare apritevi un blog e sproloquiate a menadito sul blogger che vi ha reso offesa, che non vi ha concesso il diritto di replica (senza linkare il blog dello scrivano incriminato però, senno gli fate anche pubblicità! Che stronza che sono!).

Dite finalmente quello che pensate, senza censura, senza remore perché, questa volta, sarete voi a moderare!!

YOUR COMFORT IS MY SILENCE

Spyware - Andy Potts





Dada di maniera

22 10 2007

Frank and Jamie

Quando ce l’hanno fatto vedere la prima volta abbiamo tutti riso.





Ieri

21 10 2007

Ieri una persona non mi ha dato gli auguri, non poteva, ma guardando le nuvole ho capito che mi stava augurando la felicità da quando mi ero svegliata.

Ieri è stata una giornata meravigliosa, ho ricevuto quelle piccole attenzioni da persone che non mi aspettavo. Una felpa, una maglia, una borsa, piumoni caldissimi, lenzuola colorate, dischi e, seppur vile, utilissimo denaro.

Ieri oltre a ricevere ho anche dato: sangue per qualcuno, per me, per le nuvole. Al gelo di un mini-caravan ho avuto i miei 15 minuti di successo.

Ieri non ho sentito l’obbligo di festeggiar qualcosa, infatti io non ho festeggiato nulla, sono stati gli altri a farmi le feste, discretamente, ma con tutta la complicità.

La felicità è un sentimento banale, quello più leggero e più difficile da conquistare.

La felicità è quella linea che unisce e separa il mare dall’orizzonte, le colline dal tramonto, è qualcosa che già esiste ma è impalpabile che non può essere cercata perché non si nasconde a nessuno, e lì e ci si ritrova in mezzo senza accorgersene.

La felicità non si costruisce ma si realizza, è una epifania che solo colui in pace con il suo cuore e con il cuore altrui è in grado di vivere.

Ieri è stata una bellissima giornata, pur essendo un giorno come un altro.

Perslake





Ho visto cose che voi umani…

19 10 2007

Dal blog di Beppe Grillo.

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

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Io non lo so, io non so questa gente cosa si è messa in testa! Credono che per zittire la popolazione basti rendere difficoltosa la pubblicazione di un blog? E i forum di discussione? Anche quello è un veicolo insano per scambiarsi le idee reciproche, postare link; poi ci sono le newsletter, le email, i siti stessi che ora grazie ai template sono di facile realizzazione! Credono che basti? Credono così di far tacere il popolo?

Spero che questa sia la goccia, quella goccia che possa creare una rivoluzione o una tragedia. Dipende da chi agisce e chi subisce.