Tipologie di Blogger
Il Totalitario. Il motto: Il blog è mio e faccio il cazzo che mi pare.
Il lettore? Puro optional, chi se ne frega, perso 1 se ne trovano altri 100. E’ buono solo se approva e appoggia gli articoli del blogger ma guai se osa criticare o offendere, viene bannato senza remore; tanto il blog mica è per i lettori? Se hai 40 commenti ad articolo è grazie a te mica a loro! Infatti per passare da una piattaforma all’altra, pagare per modificare i CSS, indicizzare il sito, comprare un server o un dominio personale mica si fa per avere più visibilità, più lettori? Manonlodevimaipensare. Tali blogger hanno l’arroganza di non attribuire il loro successo né ai mezzi dicuisopra né ai propri lettori, guai se questi sapessero di avere il vero potere assoluto. Il blog è gestito da un regime dittatoriale, riconosciuto come l’unico possibile; mentre come si può reagire ad un regime? Si contesta, si lotta con violenza o senza di essa ma alla base c’è sempre la rivolta. Il commentatòr certo non può marciare in piazza o gettare molotov quindi le uniche armi che ha sono l’ironia, il sarcasmo, le frecciate e infine le offese vere e proprie. A questo punto il blogger ti banna perché quei 10 euro per tenersi stretto il proprio spazio li spende lui mica te.
Il Sentimentalista. Il motto: varia dal “Me misero me tapino” dei gay al “Ciao bbelli!” degli etero.
I blogger di questa categoria sono i più diffusi, hanno infettato la rete da quando msn ha realizzato gli spaces, non c’è antivirus che tenga. Che abbiano 18 o 36 anni non importa, se gay (o affini) parleranno dei propri modesti tentativi di outing, delle sfighe amorose, degli incontri fortuiti in palestra, in ascensore, da Louis Vitton o Prada; parleranno di ex-amici, ex-ragazzi, ex-scopate redivive identificando ognuno di questi con una lettera puntata, e vai con i vari A., O., L., M., H., sicuramente meno anonimi rispetto a chi li descrive così. I blogger rappresentati la tipologia cercano, nelle proprie parole, di capirsi, di studiarsi, di chiarirsi quando una semplice lettera puntata basterebbe per definirli o anche, perché no, un segno di interpunzione (!)…(?)…(!?). Gli etero invece sul web non si sputtanano, lo fanno già continuamente al bar di sabato o la domenica sera durante i pigiama party. Invece della lettera puntata usano vari vezzeggiativi (amorino, tesorino, cucci, baby, sò, frà etc. etc.) che sembrano usciti da un libro di Moccia dopo essersi scontrato con qualsiasi volume di Harry Potter. La etero version è più stucchevole di quella gay, questi hanno un blog su msn, il file audio autopartente, gli smiley, font orribili rigorosamente serif ed italic (noooo!), stelline, cuoricini, pulsar e quant’altro e i contenuti? Che ho fatto oggi, cosa ho fatto ieri, il mak p, il pre-mak p, la gita scolastica, i compiti a casa, le prime pomiciate di nascosto, lettere al ragazzo, lettere tormentate all’ex ragazzo, le foto del gruppo del momento e tante kappa gemelle ad incorniciare la fiera dei pixel impazziti. Ciao belli!
Il Gossipparo out of date. Il motto: preatty fly for a blogger.
E’ colui che cerca di racimolare più contatti possibili aspirando ad essere un novello Perez Hilton, ma il gossip non è acqua e quindi fallisce miseramente. Posta pappe fritte e zuppette riscaldate che circolano già da ore sulla blogosfera (manco a dirlo gli standard della notizia flash sono altissimi): la britney senza mutande, la paris col pizzaiolo svedese, i tokio hotel a pubblicizzarsi da qualche parte, jennifer lopez incinta dinonsisacosa. Notizie oramai rafferme, con già 30 commenti archiviati. Pazienza, all’account non si comanda.
L’Alternativo. Il motto: “Perché io valgo“.
Questa è una categoria immortale, dove vai lo trovi, ormai fa parte del paesaggio, se non lo vedi ti preoccupi, è un ruolo importante come il conservatore, di cui è l’opposto ma molto spesso solo l’adiacente. E’ il blogger che fa la differenza e come? Semplicemente essendo sé stesso (come se bastasse), perché lui è un figo a prescindere. Parla dei soliti argomenti, l’unica cosa che cambia è il suo punto di vista che li rende originali, alternativi.
L’alternativo ha quindi, nel corso dei post, una metamorfosi: diviene prima un esaltato, poi un integralista, poi cambia piattaforma, mette mano al portafoglio e diventa il TOTALITARIO.
Everything in its right place

A little bit of knowledge will destroy you/1
25 10 2007Parliamoci chiaro, molti blogger trattano come pezza da piedi i propri lettori/commentatori. Quando costoro OSANO muovere una critica, un appunto sull’atteggiamento e/o stile di vita del blogger in questione, questo si trasforma in una casalinga nevrotica. Le fasi che vanno dal semplice richiamo al ban totale sono solo 4.
Fase 1. Il commentatòr posta frasi ironiche o sarcastiche su colui che tutto modera e tutto move; il blogger non si scompone e lo manda gentilmente a cagare.
Fase 2. Il commentatòr a questo punto va a pescare le incongruenze negli articoli precedenti e li mette a confronto; il blogger invita l’utente a cercarsi un altro posto dove rompere i maroni.
Fase 3. Il commentatòr seccato allora decide di muovere critiche più accese su colui che tutto modera e tutto move e sulla sua gestione del blog; il blogger ti mette in awaiting moderation che, accanto al tuo nick, diventa quasi un titolo, un’onorificenza.
Fase 4. Il commentatòr, che oramai se ne frega delle conseguenze poiché più di così c’è solo la dannazione eterna, mette nero su bianco tutto quello che ha sempre voluto dire e che non ha mai detto al blogger di turno (senza usare parolacce eh! Per offendere qualcuno basta dirgli la verità), il risultato è che viene bannato, relegato per sempre nel girone degli spam. Certo è che il blogger ha tutto il diritto di tutelarsi e può farlo moderando il sito, cancellando i commenti o bannando utenti ma, nowadays, chi tutela il commentatòr? Che modo ha per tutelarsi se non quello di continuare a postare?
Il problema di oggi è che il lettore non è, non è mai stato passivo, anche quando prima era “muto”; il lettore non è lo spettatore (genere umano più affine ad una perversione erotica che non ad una categoria di giudizio) poiché giudica critica tutto quello che vede, sente, tocca. E’ cambiato solo il mezzo da utilizzare per muovere una critica: prima era il passaparola, ora c’è internet. Il lettore può finalmente sbattere in faccia tutto quello che ha da dire ai diretti interessati, senza intermediari. E questa non è una vera, autentica dimostrazione di democrazia? E invece no, se rompi le balle sei bannato. Bada bene non parlo degli utenti sboccati o sovversivi, quelli che offendono perché tra il compito di geometria e le partite alla consolle devo scaricarsi i nervi, parlo dei commentatòr con la O’ maiuscola, coloro che hanno cognizione di causa.
Ma dopotutto mica uno è costretto a leggersi un blog per forza? Certo ma il rispetto deve essere reciproco, un blogger non ha ragione a prescindere e il commentatòr non ha torto a prescindere. Il potere ce l’hanno i secondi e non i primi, solo che nessuno glielo dice.
Quello che voglio dire ai cari/e commentatòr, lunker o chicchessiano è di riunirsi in un comitato, un ente, un sindacato che possa tutelarvi. Le maggiori piattaforme aiutano i blogger lasciando le briciole a chi commenta. Se, malauguratamente, questa cosa non dovesse funzionare apritevi un blog e sproloquiate a menadito sul blogger che vi ha reso offesa, che non vi ha concesso il diritto di replica (senza linkare il blog dello scrivano incriminato però, senno gli fate anche pubblicità! Che stronza che sono!).
Dite finalmente quello che pensate, senza censura, senza remore perché, questa volta, sarete voi a moderare!!
YOUR COMFORT IS MY SILENCE
Commenti : Non ci sono Commenti »
Tag: ban, blog, blogger, censura, commenti, Comunicazione, lunker, spam
Categorie : Comunicazione, Dipperme, Spetteguless